Ieri è successa una cosa inaspettata. 17 anni di vita insieme sono stati bruciati nel giro di pochi minuti. Come sia possibile, ancora me lo domando. Non so se troverò una risposta. La mia piccola pantera mi ha lasciato. E' morta in un soffio, un battito d'ali, senza spiegazioni. Già la settimana scorsa avevo visto che c'era qualcosa che non andava. Cominciava a stare sempre sveglia, ma in posizione accovacciata con gli occhi semiaperti.. la testa cominciava a farsi sentire pesante. Così ho preso coraggio e l'ho portata dalla veterinaria. Non l'aveva mai vista, perchè purtroppo la paura della macchina era sempre stata così forte da impedirle di respirare. Così avevamo sempre sperato che la sua salute restasse buona fin quando possibile. Le abbiamo evitato stress di inutili vaccini, per una gatta anziana che vive solo in casa.
Dalla dottoressa sembravi stanca.. non eri tu. Ti sei lasciata prendere la vena per il prelievo di sangue con facilità. Tu, che anche se solo cercavo di spazzolarti con un minimissimo di vogore ti rigiravi e mi morsicavi di cattiveria la mano.. piccola tigre. Poi la dottoressa ci ha dato del cibo iperappetibile, visto il tuo scarso appetito di quei giorni. Poi ti ha fatto un paio di iniezioni per darti un minimo di tono ed aiutarti a sorpassare questo momento. Il giorno dopo è andata meglio.. hai mangiato qualche boccone, hai bevuto, ti muovevi un pochino per casa. Ieri no. Ieri c'era qualcosa che non andava. Il tuo respiro era stranamente affannosso. Non hai toccato cibo.. ti ho fatto delle coccole, e per la prima volta in vita tua non hai fatto le fusa. Ho riprovato varie volte.. di solito ti scioglievi sempre. Niente. Pessimo segno. Ho chiamato poi la veterinaria, che mi ha detto degli esiti dell'esame del sangue.. per una gatta della tua età erano discreti. Nel pomeriggio ti vedevo sempre peggio però.. questo respiro profondo.. l'assenza totale di fusa. Ti ho portato dalla dottoressa per provare a farti una flebo. Avevi la pressione bassa e la dottoressa non riusciva a trovarti la vena. Hai perso la pazienza, ti sei rigirata e l'hai morsa di cattiveria.. la prima botta d'energia dopo chissà quanto tempo. Da lì è stato un crescendo di stress. Hai cominciato a respirare sempre più affannosamente.. con la bocca aperta. Abbiamo ancora cercato la vena, ma niene da fare. E l'ansia cresceva. Ad un certo punto ho visto che cominciavi a dilatare le pupille.. abbiamo deciso di rimetterti nel trasportino perchè facevi fatica a respirare.. come l'abbiamo chiuso, hai cominciato a voltare la testa a scatti.. ero certa che non vedessi più e l'ho detto alla veterinaria.. abbiamo subito riaperto.. non vedevi, hai cominciato ad avere come degli scatti, a contorcerti.. come quando nei cartoni animali muore qualcuno, e che prima fa degli scatti strani.. cercavi di avvicinarti a me, di andare verso l'uscita del trasportino (comunque sempre aperto). Finchè... hai smesso di respirare. I tuoi occhi spalancati.. il tuo respiro accelerato ha cominciato a rallentare. Non potevo crederci... non riuscivo a capire. Era stato tutto troppo rapido. Quando ti contorcevi ho chiesto alla veterinaria se stessi morendo, perchè lei non diceva niente anche se cercava di aiutarti, e lei mi ha confermato che ci stavi lasciano con molta probabilità. Ero allucinata. Perchè sei morta? non lo capisco. Troppa agitazione? troppo stress e tu eri troppo debole, forse.. non lo so. Shery, che diavolo avevi. Se avessi capito che stavi per morire ti avrei preso tra le mie braccia e ti avrei baciato la testa.. finchè non avessi smesso di respirare. Ma non lo sapevo! Abbiamo continuato ad inferire su di te tentandole tutte per aiutare il tuo malessere. Ma il tuo non era solo malessere. La rabbia che provo nel non avere capito che stavi morendo.. che era così grave.. che cosa poi, non lo so.. forse la paura.. non lo so.
Non era quella la fine che volevo per te. Tu sei sempre vissuta in casa.. dovevi morire fra le tue 4 mura, in tranquillità e con tutte le persone che amavi intorno. Non così. Non improvvisamente. Non in un trasportino nemmeno nostro. Non in mezzo alla tua urina che t'eri fatta addosso per la paura del viaggio. Non con la zampetta tutta rotta dalla siringa, in cui avevamo cercato di prenderti la vena. Non nel panico più totale, con me che non sapevo che fosse arrivato il tuo momento e che non sapevo come aiutarti. Non con la dottoressa che mentre te ne andavi ti sbucherellava ancora come un puntaspilli per salvarti la vita. Non è così che doveva andare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Diciassette anni sono una vita insieme. E' quasi tutta la mia vita. Tu eri il collegamento con un passato che ormai ho dimenticato. Eri un dolce ricordo legato a mio padre. Chissà se lo troverai lassù. Non c'è nessuno lassù che conosci bene, a parte forse proprio lui. Sono certa che vi siete amati tantissimo voi due.. tu, che con la tua grazia ed il tuo amore hai fatto breccia nel suo cuore che non accettava di aprirsi a te, che non ti voleva. Fino a diventare quasi inseparabili. Mi ricordo, diversi anni fa, che trovai alcune delle sue palline da tennis e le misi in camera mia. Non appena le trovasti, le annusasti, e in un mare di fusa cominciasti a rovesciarticisi sopra.. a coccolarti tra quelle palline, impregnate di un odore che solo tu sentivi.. e che sono certa solo tu hai riconosciuto. Non hai dimenticato mai mio padre.
Ora che la tua agonia è finita, mi pare impossibile che non sentirò più quei dolci scricchiolii sul pavimento di notte.. che non sentirò più i tuoi miagolii per richiedere cibo.. che non sentirò più quel dolce ronfare che mi faceva compagnia mentre stavo al computer.
Non voglio dimenticarti, perchè purtroppo è mia abitudine non pensare più a chi mi ha lasciato. Il dolore è troppo forte, e se razionalizzassi tutte le mie perdite potrei non riuscire più a risollevarmi. Ma prima che tutto si offuschi, voglio ricordarti per com'eri sempre stata, non con l'espressione di panico nel muso quando te ne sei andata.
Il tuo manto nero che brillava al sole, il tuo muso sempre un po' imbronciato, ma che faceva spazio ad un sorriso quando ti coccolavo. A quando ti prendevo in braccio e ti baciavo ripetutamente la testolina, o ci guardavamo allo specchio.. che strana eri con i colori al contrario! Oppure quando ti sussurravo le parole dolci alle orecchiette, che aumentavi le fusa di volume ogni volta che ti facevo complimenti con gli assoluti o i diminutivi.. sei bellissima, ti dicevo.. tesorina mia, principessa.. la mia patatina piccola..
Ricordo ancora con gioia le prime volte che stavamo insieme, quando ancora tu vivevi in giardino da sola, ed io passavo le giornate insiema te a giocare, al freddo. Ricordo che ti chiamavo o semplicemente di guardavo, e tu correvi subito da me. Anche in casa non hai mai perso quest'abitudine. Ti chiamavo o ti guardavo con occhio complice, e tu correvi zampettando, facendo un sommesso "mrau?".. della serie "che si combina?".
Ricordo quando mi svegliavo nella notte, quando dovevo già essere a dormire.. e tu mi scoprivi sempre e cominciavi a seguirmi per la casa... eravamo due bimbe che giocavano in piena notte.
Ricordo anche la prima volta che mi sentisti piangere.. stavi dormendo, e sei arrivata di corsa a cercarmi. Ti sei avvicinata a me con espressione interrogativa e preoccupata.. e per avvicinarti a me sei salita su due zampe sul mobile della cucina, tenendoti su sulle zampine posteriori. Ricordo che quando tornavo a casa trovavo te e Romeo sulla porta a salutarmi. Ricordo che, quand'eri più giovane, giocavi coi nostri piedi di notte facendoci prendere sempre un colpo.
Ricordo i nostri giochi con la pallina rimpalzina, i nostri saluti "muso-muso", i massaggini che ti facevo sulla pancia morbidissima, le tue fusa... ricordo anche i saluti che davi a Romeo e quando giocavi coi suoi peli delle zampe e della coda.. quando giocavate nella notte a rincorrervi a vicenda.. e ricordo che stavo in paradiso quando, prima di addormentarmi, sentivo il ronfare di Romeo accanto al letto e le tue fusa, mentre dormivi sui miei piedi. Che momenti impagabili.
Io non lo so dove sei, non lo so se ci rivedremo. Spero di si, perchè ho troppe cose da farmi perdonare. Soprattutto perchè non ho capito quand'era il momento di dirti addio.. perdonami, mia dolce anima felina. Non ricordo più un mondo senza te.. dovrò cercare di reinventarmelo, perchè non lo conosco. Ti adoro piccola mia. Non dimenticarti mai di me.
..e come volevasi dimostrare l'esame non sono riuscita a passarlo neppure questa volta. Sono talmente abbattuta.. questa situazione di stallo perdurerà ancora.. io non so quanto riuscirò ancora a reggere. Sono così triste.. non si va avanti. La mia vita è da un anno e mezzo almeno nel tasto "pause". Quand'è che si andrà avanti? quand'è che potrò stare ancora bene? vorrei tanto mollare tutto, ma mi mancano solo 2 esami.. come faccio a mollare dopo 30 esami dati?! è impossibile. Che depressione. Non se ne può più. Sento sfuggirmi la giovinezza tra le dita.. la gioia e l'euforia dei miei tempi.. dov'è? quand'è che la troverò? e se poi fosse troppo tardi? e se nel frattempo perdessi anche molte altre certezze che ora sono tali? dubbio. Riflessione.
Sono così infelice e turbata. Sono.. sono.. sono un mare di cose. Nessuna positiva. Non mi riconosco neppure più nel mio corpo, che reca i segni della mia sconfitta. Sono un pesce incastrato in una rete.. ho lottato a lungo, ma no sono riuscita a liberarmi. Ogni tanto ho ancora qualche scatto di enorme forza, ma non è mai servito a niente. E intanto il mio corpo si lacera. Compaiono ferite e lentamente sento le forze abbandonarmi. Quando finirà? possibile che arrivi un giorno o l'altro un miracolo a salvarmi? no, non arriverà. Ho solo le mie forze. O lotto, o muoio. Questo tempo resterà per sempre nella mia anima turbata. Certe cose non si possono dimenticare.
Eccomi qui... dopo secoli di silenzio. Di tempo ne è passato dall'ultima volta che ho scritto, ma la situazione è solo peggiorata. Sto attraversando uno dei periodi più brutti della mia vita.. e non riesco ad uscirne. Sono triste, demoralizzata, tremendamente stanca, insoddisfatta, per nulla realizzata, completamente sola.
L'unica buona notizia dall'ultima volta che ho aggiornato, è stato l'arrivo, un po' inaspettato in realtà, di una fantastica cucciolona merle di nome Maya. Scriverò anche su di lei, ma se scrivessi ora rischierei di non renderle sufficientemente giustizia.
La cosa peggiore degli ultimi tempi è l'università. Sono fuori corso di ormai due anni su una laurea triennale.. mi manca ancora da fare il tirocinio, la tesi e due esami. Per poter fare l'ultimo esame, devo poter passare per forza il penultimo, che tra l'altro sarebbe anche del 1° anno.. ma non l'ho mai provato. E' troppo per me. Io non ci capisco niente e non me ne frega nemmeno niente di quest'argomento che nulla ha a che vedere con la mia facoltà. Ed il mio professore collabora ampiamente a farmi sentire un'incapace, facendo passare non più di 3 persone per volta.
Sono terribilmente stanca. Non ne posso più di studiare. Ho passato tutta l'estate cercando di capire questo cavolo di esame, ma senza grande successo. Va al di là delle mie capacità.
Oltre a questo poi, dopo non mi andrà più nemmeno di continuare su questa strada universitaria.. ma ormai ci sono, e quindi finisco. Mi demoralizza non riuscire ad andare avanti, e sapere che tanto finito questo, sarò di nuovo al punto di partenza. Cosa farò.. che strada prenderò.. non ne posso più di studiare, ma ciò per cui ho studiato finora non sarà la mia strada, molto probabilmente.
Avrei voglia di inseguire un sogno.. ma non so se ne avrò la forza una volta finito. Mi sento come al termine di un lungo viaggio... esausta, sporca, stanca... con la sola voglia di ritrovare ciò che ho perduto da tanto tempo. Voglio ritrovare la serenità, la voglia e la capacità di ridere... e di piangere. Non ho lacrime da versare. Tutto è come piatto, in attesa che tutto finisca. Ho le valigie in mano da un pezzo.. ma la fine non si vede ancora. Quest'attesa mi logora ed io mi sono persa. Non mi riconosco più. Avrei tanta voglia di lasciarmi andare, di passare un giorno, un giorno solo, completamente serena. Ma non posso. Non ce la faccio. Eppure sono così stanca....
Perfino con il mio ragazzo non ho più il rapporto che avevo una volta. Sono quasi 6 anni che stiamo insieme. Ma siamo come due estranei che si frequentano per inerzia. Non ci sono più baci appassionati, serate a parlare e giocare.. non c'è più la complicità e la tenerezza che ci apparteneva. Dietro tutto c'è disprezzo e rabbia.. c'è stanchezza e mancanza di un vero dialogo. Non ci andiamo più bene, ma non riusciamo ad ammetterlo, probabilmente. Io non lo so se in fondo al cuore c'è ancora spazio per lui.. non è più la persona che era una volta. Forse quella persona non è mai esistita.. o forse si è solo persa.. non lo so.. so solo che io non ce la faccio a cercare la complicità e l'amore per entrambi. In questi mesi io proprio non ce la faccio. Non sono me stessa, e questo tipo di pensiero mi abbatte ancora di più. Posso non trovare più la forza di rialzarmi da un momento all'altro. Urlo dentro me.. non c'è nessuno qui ad ascoltarmi. Nessuno. E a furia di urlare ormai sto rimanendo senza voce.. non ce la faccio più.. mi sto spegnendo come se fossi una batteria che è rimasta funzionante per troppo tempo.
Comunque sia, lui è e resta sempre la mia volpe.. quella che mi ha addomesticato.. che mi fa pensare a lui ore prima che rientri e mi fa preoccupare quando è in ritardo. Quella che con discrezione è riuscita, senza farmene rendere conto, ad impossessarsi di una parte del mio cuore. La sua presenza e la sua costanza sono riuscite inesorabilmente a solleticarmi l'anima.
Con mia mamma, l'unico membro della mia famiglia che abita sotto lo stesso mio tetto, va peggio che mai. Non parliamo più. Non comunchiamo. Siamo troppo diverse e non troviamo un ponte comune. Lei sta via sempre. Una volta lo faceva per lavoro, ora lo fa per seguire mia nipote piccola. Quando cerchiamo un dialogo, poi comunque questo si spegne. Ieri ho avuto un lampo di luce negli occhi.... Spiego: in tivù c'era Mauro Corona.. ammiro quell'uomo in modo indefinibile. Riesce ad esprimere a parole ciò che io ho dentro, ingarbugliato nell'anima.. nel momento in cui mia mamma ha alzato lo sguardo, stavo quasi per sorridere perchè pensavo si fosse accorta delle parole che Corona stava dicendo. Volevo condividere con lei quanto lo ammiro.. e volevo provare a dirle di continuare ad ascoltarlo, perchè ciò che dice è ciò che fa parte di me.. è me stessa non espressa... invece, un secondo dopo che lei aveva alzato la testa ha esclamato: "i nostri vicini stanno fumando.. senti che odore!".... il riccio del mio cuore, che aveva appena sbirciato fuori dal guscio per un nanosecondo, s'è richiuso. Vivo in un mondo parallelo che mia mamma non potrà mai capire.
Io abito in questa casa da sola. Ho sempre vissuto in questa casa da sola. Le persone di passaggio sono state molte. Ma sempre per poco tempo. Ed io continuo a restare qui, vicino alla porta a salutare con la mano chi se ne va.
Massì, in fondo è bene così. Non sono mai stata una buona comunicatrice.. ho difficoltà a mantenere qualunque tipo di rapporto.. quindi è meglio che io stia da sola.. almeno non combino ulteriori guai.
Mi ricordo, che quando ero piccola, qualche volta mi sdraiavo sul pavimento dell'entrata con il mio cane al mio fianco. Al buio. E aspettavo. Aspettavo che mia mamma tornasse chissà da dove. E così, spesso, non vedendola ancora rientrare, mi preoccupavo e pensavo che avesse avuto un qualche incidente. Non è mai successo.
Mia sorella quando abitava qui da noi, era comunque sempre in giro. Non so dove, ma anche molto prima che avesse la patente lei non restava mai a lungo in casa. E se per caso c'era, si chiudeva nella sua stanza fino a sera.. il più delle volte per studiare, probabilmente.
Nella mia vita ho avuto diversi momenti di grande sconforto, di depressione. Pensavo di essere diventata forte, soprattutto anche grazie all'aiuto che avevo dal mio ragazzo. Una spalla forte, costante e pronta a sostenermi. Ma che ora non c'è più. Provo ad appogiarmici sopra, ma scivolo. Per di più questo periodo di difficoltà perdura da un pezzo e ancora continuerà. Non so che ne sarà di me. Non so se ce la farò. Non so se troverò ancora l'energia per ridere e piangere.. sento che sto cadendo sempre più, e lì non ci sono mani pronte ad afferrami. Anche se dovessi risollevarmi, non sono sicura che la rabbia nei confronti delle persone che mi sono più vicine e che non mi hanno aiutato, ma che anzi, mi hanno reso le cose molto più difficili, possa un giorno sparire. Ho paura di sparire.. e che al mio posto resti soltanto della rabbia e dell'insoddisfazione nelle persone. Non voglio che questo succeda, ma ora non sono altro che un detrito, trascinato via dal fiume. Sta agli altri fermare questa mia discesa nel baratro. Anche se dubito che avverrà.
E' passato un anno dalla morte del nostro dolcissimo Otto... il dolore non è mai passato... si cerca di non pensarci, ma una sciocchezza lo riporta bruscamente alla mente. Noi siamo cambiati molto da allora.. con la sua morte è cambiato tutto.
Quando sono più vulnerabile il suo ricordo appare nella mia testa.. prima di addormentarmi, di solito.. cerco di scacciare i pensieri, non riesco ad affrontarli.. era tutto più semplice quando c'eri tu, Otto. Non serve andare a fondo in ricordi specifici per piangere.. basta il tuo nome.. basta ricordarti.. così..
Però non ti ho dimenticato, Otto.. mi ricordo tutto di te. Ricordo il tuo naso di gomma.. ricordo la tua testolina a punta.. le tue zampe da cerbiatto.. le tue orecchie flosce.. ed anche quel tuo gozzo sulla guancia, che alla fine ti ha portato via, ma che per tanti anni era parte di te e noi ti amavamo anche per quello. Sentici, Otto.. noi siamo qui per te.. non ti abbiamo dimenticato anche se non ti nominiamo mai. Non vediamo l'ora di poterti riabbracciare. Un giorno succederà.. e oltre alle decine di persone che nella mia vita mi hanno lasciato, io so che ci sarai tu ad aspettarmi.. esattamente com'eri.. l'unica certezza della vita probabilmente è solo questa.
Ti amo Otto.. proteggi la tua adorata Cleo, che non se la sta passando granchè bene ultimamente.. la vecchiaia si sta facendo sentire molto, sulle sue deboli zampe.
UN ANGELO
Ero vicino al tuo letto la scorsa notte. Ero venuto a dare un'occhiata.
Ho visto che stavi piangendo e non riuscivi a prendere sonno.
Ho uggiolato piano piano quando hai asciugato una lacrima dal tuo viso,
" Sono io, non ti ho lasciata, e' tutto a posto, sto bene, sono qui ".
Ero vicino a te a colazione, e ti ho guardata versare il caffè,
stavi pensando a quante volte le tue mani mi avevano accarezzato.
Ero con te nei negozi oggi, le tue braccia erano doloranti ,"
ed io avrei voluto portare i tuoi pacchi, ma non ho potuto
Ero con te oggi quando sei andata alla mia tomba,
te ne prendi cura con molto amore.
Voglio rassicurarti, io non sono là .
Ho camminato con te per la casa mentre cercavi le tue chiavi,
ti ho toccata con la zampa, ho sorriso e ti ho detto ."Sono io".
Sembravi molto stanca e triste seduta su quella sedia,
ed io ho cercato con tutte le mie forze di farti sentire che ero lì, vicino a te.
Per me e' possibile starti cosi vicino, sempre.
e dirti :"Non me ne sono mai andato ".
Eri seduta tranquilla, poi hai sorriso, penso che tu sapessi....
che, nella quiete della sera, io ero molto vicino a te.
Il giorno e' finito..., sorrido e ti guardo sbadigliare,e ti dico :
" Buonanotte, che il Signore ti benedica, ci vediamo domattina".
E quando arriverà il momento in cui tu attraverserai il breve spazio che ci divide,
io ti correrò incontro per darti il benvenuto, e resteremo fianco a fianco.
Ho molte cose da mostrarti, e ci sono molte cose da vedere per te.
Sii paziente, arriva fino alla fine del tuo viaggio...
e poi vieni a casa, vieni da me.
Autore ignoto