Eccomi qui... dopo secoli di silenzio. Di tempo ne è passato dall'ultima volta che ho scritto, ma la situazione è solo peggiorata. Sto attraversando uno dei periodi più brutti della mia vita.. e non riesco ad uscirne. Sono triste, demoralizzata, tremendamente stanca, insoddisfatta, per nulla realizzata, completamente sola.
L'unica buona notizia dall'ultima volta che ho aggiornato, è stato l'arrivo, un po' inaspettato in realtà, di una fantastica cucciolona merle di nome Maya. Scriverò anche su di lei, ma se scrivessi ora rischierei di non renderle sufficientemente giustizia.
La cosa peggiore degli ultimi tempi è l'università. Sono fuori corso di ormai due anni su una laurea triennale.. mi manca ancora da fare il tirocinio, la tesi e due esami. Per poter fare l'ultimo esame, devo poter passare per forza il penultimo, che tra l'altro sarebbe anche del 1° anno.. ma non l'ho mai provato. E' troppo per me. Io non ci capisco niente e non me ne frega nemmeno niente di quest'argomento che nulla ha a che vedere con la mia facoltà. Ed il mio professore collabora ampiamente a farmi sentire un'incapace, facendo passare non più di 3 persone per volta.
Sono terribilmente stanca. Non ne posso più di studiare. Ho passato tutta l'estate cercando di capire questo cavolo di esame, ma senza grande successo. Va al di là delle mie capacità.
Oltre a questo poi, dopo non mi andrà più nemmeno di continuare su questa strada universitaria.. ma ormai ci sono, e quindi finisco. Mi demoralizza non riuscire ad andare avanti, e sapere che tanto finito questo, sarò di nuovo al punto di partenza. Cosa farò.. che strada prenderò.. non ne posso più di studiare, ma ciò per cui ho studiato finora non sarà la mia strada, molto probabilmente.
Avrei voglia di inseguire un sogno.. ma non so se ne avrò la forza una volta finito. Mi sento come al termine di un lungo viaggio... esausta, sporca, stanca... con la sola voglia di ritrovare ciò che ho perduto da tanto tempo. Voglio ritrovare la serenità, la voglia e la capacità di ridere... e di piangere. Non ho lacrime da versare. Tutto è come piatto, in attesa che tutto finisca. Ho le valigie in mano da un pezzo.. ma la fine non si vede ancora. Quest'attesa mi logora ed io mi sono persa. Non mi riconosco più. Avrei tanta voglia di lasciarmi andare, di passare un giorno, un giorno solo, completamente serena. Ma non posso. Non ce la faccio. Eppure sono così stanca....
Perfino con il mio ragazzo non ho più il rapporto che avevo una volta. Sono quasi 6 anni che stiamo insieme. Ma siamo come due estranei che si frequentano per inerzia. Non ci sono più baci appassionati, serate a parlare e giocare.. non c'è più la complicità e la tenerezza che ci apparteneva. Dietro tutto c'è disprezzo e rabbia.. c'è stanchezza e mancanza di un vero dialogo. Non ci andiamo più bene, ma non riusciamo ad ammetterlo, probabilmente. Io non lo so se in fondo al cuore c'è ancora spazio per lui.. non è più la persona che era una volta. Forse quella persona non è mai esistita.. o forse si è solo persa.. non lo so.. so solo che io non ce la faccio a cercare la complicità e l'amore per entrambi. In questi mesi io proprio non ce la faccio. Non sono me stessa, e questo tipo di pensiero mi abbatte ancora di più. Posso non trovare più la forza di rialzarmi da un momento all'altro. Urlo dentro me.. non c'è nessuno qui ad ascoltarmi. Nessuno. E a furia di urlare ormai sto rimanendo senza voce.. non ce la faccio più.. mi sto spegnendo come se fossi una batteria che è rimasta funzionante per troppo tempo.
Comunque sia, lui è e resta sempre la mia volpe.. quella che mi ha addomesticato.. che mi fa pensare a lui ore prima che rientri e mi fa preoccupare quando è in ritardo. Quella che con discrezione è riuscita, senza farmene rendere conto, ad impossessarsi di una parte del mio cuore. La sua presenza e la sua costanza sono riuscite inesorabilmente a solleticarmi l'anima.
Con mia mamma, l'unico membro della mia famiglia che abita sotto lo stesso mio tetto, va peggio che mai. Non parliamo più. Non comunchiamo. Siamo troppo diverse e non troviamo un ponte comune. Lei sta via sempre. Una volta lo faceva per lavoro, ora lo fa per seguire mia nipote piccola. Quando cerchiamo un dialogo, poi comunque questo si spegne. Ieri ho avuto un lampo di luce negli occhi.... Spiego: in tivù c'era Mauro Corona.. ammiro quell'uomo in modo indefinibile. Riesce ad esprimere a parole ciò che io ho dentro, ingarbugliato nell'anima.. nel momento in cui mia mamma ha alzato lo sguardo, stavo quasi per sorridere perchè pensavo si fosse accorta delle parole che Corona stava dicendo. Volevo condividere con lei quanto lo ammiro.. e volevo provare a dirle di continuare ad ascoltarlo, perchè ciò che dice è ciò che fa parte di me.. è me stessa non espressa... invece, un secondo dopo che lei aveva alzato la testa ha esclamato: "i nostri vicini stanno fumando.. senti che odore!".... il riccio del mio cuore, che aveva appena sbirciato fuori dal guscio per un nanosecondo, s'è richiuso. Vivo in un mondo parallelo che mia mamma non potrà mai capire.
Io abito in questa casa da sola. Ho sempre vissuto in questa casa da sola. Le persone di passaggio sono state molte. Ma sempre per poco tempo. Ed io continuo a restare qui, vicino alla porta a salutare con la mano chi se ne va.
Massì, in fondo è bene così. Non sono mai stata una buona comunicatrice.. ho difficoltà a mantenere qualunque tipo di rapporto.. quindi è meglio che io stia da sola.. almeno non combino ulteriori guai.
Mi ricordo, che quando ero piccola, qualche volta mi sdraiavo sul pavimento dell'entrata con il mio cane al mio fianco. Al buio. E aspettavo. Aspettavo che mia mamma tornasse chissà da dove. E così, spesso, non vedendola ancora rientrare, mi preoccupavo e pensavo che avesse avuto un qualche incidente. Non è mai successo.
Mia sorella quando abitava qui da noi, era comunque sempre in giro. Non so dove, ma anche molto prima che avesse la patente lei non restava mai a lungo in casa. E se per caso c'era, si chiudeva nella sua stanza fino a sera.. il più delle volte per studiare, probabilmente.
Nella mia vita ho avuto diversi momenti di grande sconforto, di depressione. Pensavo di essere diventata forte, soprattutto anche grazie all'aiuto che avevo dal mio ragazzo. Una spalla forte, costante e pronta a sostenermi. Ma che ora non c'è più. Provo ad appogiarmici sopra, ma scivolo. Per di più questo periodo di difficoltà perdura da un pezzo e ancora continuerà. Non so che ne sarà di me. Non so se ce la farò. Non so se troverò ancora l'energia per ridere e piangere.. sento che sto cadendo sempre più, e lì non ci sono mani pronte ad afferrami. Anche se dovessi risollevarmi, non sono sicura che la rabbia nei confronti delle persone che mi sono più vicine e che non mi hanno aiutato, ma che anzi, mi hanno reso le cose molto più difficili, possa un giorno sparire. Ho paura di sparire.. e che al mio posto resti soltanto della rabbia e dell'insoddisfazione nelle persone. Non voglio che questo succeda, ma ora non sono altro che un detrito, trascinato via dal fiume. Sta agli altri fermare questa mia discesa nel baratro. Anche se dubito che avverrà.