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martedì, 29 settembre 2009
Dolce pantera.. vola sul ponte ed aspettami!Ieri è successa una cosa inaspettata. 17 anni di vita insieme sono stati bruciati nel giro di pochi minuti. Come sia possibile, ancora me lo domando. Non so se troverò una risposta. La mia piccola pantera mi ha lasciato. E' morta in un soffio, un battito d'ali, senza spiegazioni. Già la settimana scorsa avevo visto che c'era qualcosa che non andava. Cominciava a stare sempre sveglia, ma in posizione accovacciata con gli occhi semiaperti.. la testa cominciava a farsi sentire pesante. Così ho preso coraggio e l'ho portata dalla veterinaria. Non l'aveva mai vista, perchè purtroppo la paura della macchina era sempre stata così forte da impedirle di respirare. Così avevamo sempre sperato che la sua salute restasse buona fin quando possibile. Le abbiamo evitato stress di inutili vaccini, per una gatta anziana che vive solo in casa.
Dalla dottoressa sembravi stanca.. non eri tu. Ti sei lasciata prendere la vena per il prelievo di sangue con facilità. Tu, che anche se solo cercavo di spazzolarti con un minimissimo di vogore ti rigiravi e mi morsicavi di cattiveria la mano.. piccola tigre. Poi la dottoressa ci ha dato del cibo iperappetibile, visto il tuo scarso appetito di quei giorni. Poi ti ha fatto un paio di iniezioni per darti un minimo di tono ed aiutarti a sorpassare questo momento. Il giorno dopo è andata meglio.. hai mangiato qualche boccone, hai bevuto, ti muovevi un pochino per casa. Ieri no. Ieri c'era qualcosa che non andava. Il tuo respiro era stranamente affannosso. Non hai toccato cibo.. ti ho fatto delle coccole, e per la prima volta in vita tua non hai fatto le fusa. Ho riprovato varie volte.. di solito ti scioglievi sempre. Niente. Pessimo segno. Ho chiamato poi la veterinaria, che mi ha detto degli esiti dell'esame del sangue.. per una gatta della tua età erano discreti. Nel pomeriggio ti vedevo sempre peggio però.. questo respiro profondo.. l'assenza totale di fusa. Ti ho portato dalla dottoressa per provare a farti una flebo. Avevi la pressione bassa e la dottoressa non riusciva a trovarti la vena. Hai perso la pazienza, ti sei rigirata e l'hai morsa di cattiveria.. la prima botta d'energia dopo chissà quanto tempo. Da lì è stato un crescendo di stress. Hai cominciato a respirare sempre più affannosamente.. con la bocca aperta. Abbiamo ancora cercato la vena, ma niene da fare. E l'ansia cresceva. Ad un certo punto ho visto che cominciavi a dilatare le pupille.. abbiamo deciso di rimetterti nel trasportino perchè facevi fatica a respirare.. come l'abbiamo chiuso, hai cominciato a voltare la testa a scatti.. ero certa che non vedessi più e l'ho detto alla veterinaria.. abbiamo subito riaperto.. non vedevi, hai cominciato ad avere come degli scatti, a contorcerti.. come quando nei cartoni animali muore qualcuno, e che prima fa degli scatti strani.. cercavi di avvicinarti a me, di andare verso l'uscita del trasportino (comunque sempre aperto). Finchè... hai smesso di respirare. I tuoi occhi spalancati.. il tuo respiro accelerato ha cominciato a rallentare. Non potevo crederci... non riuscivo a capire. Era stato tutto troppo rapido. Quando ti contorcevi ho chiesto alla veterinaria se stessi morendo, perchè lei non diceva niente anche se cercava di aiutarti, e lei mi ha confermato che ci stavi lasciano con molta probabilità. Ero allucinata. Perchè sei morta? non lo capisco. Troppa agitazione? troppo stress e tu eri troppo debole, forse.. non lo so. Shery, che diavolo avevi. Se avessi capito che stavi per morire ti avrei preso tra le mie braccia e ti avrei baciato la testa.. finchè non avessi smesso di respirare. Ma non lo sapevo! Abbiamo continuato ad inferire su di te tentandole tutte per aiutare il tuo malessere. Ma il tuo non era solo malessere. La rabbia che provo nel non avere capito che stavi morendo.. che era così grave.. che cosa poi, non lo so.. forse la paura.. non lo so. Non era quella la fine che volevo per te. Tu sei sempre vissuta in casa.. dovevi morire fra le tue 4 mura, in tranquillità e con tutte le persone che amavi intorno. Non così. Non improvvisamente. Non in un trasportino nemmeno nostro. Non in mezzo alla tua urina che t'eri fatta addosso per la paura del viaggio. Non con la zampetta tutta rotta dalla siringa, in cui avevamo cercato di prenderti la vena. Non nel panico più totale, con me che non sapevo che fosse arrivato il tuo momento e che non sapevo come aiutarti. Non con la dottoressa che mentre te ne andavi ti sbucherellava ancora come un puntaspilli per salvarti la vita. Non è così che doveva andare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Diciassette anni sono una vita insieme. E' quasi tutta la mia vita. Tu eri il collegamento con un passato che ormai ho dimenticato. Eri un dolce ricordo legato a mio padre. Chissà se lo troverai lassù. Non c'è nessuno lassù che conosci bene, a parte forse proprio lui. Sono certa che vi siete amati tantissimo voi due.. tu, che con la tua grazia ed il tuo amore hai fatto breccia nel suo cuore che non accettava di aprirsi a te, che non ti voleva. Fino a diventare quasi inseparabili. Mi ricordo, diversi anni fa, che trovai alcune delle sue palline da tennis e le misi in camera mia. Non appena le trovasti, le annusasti, e in un mare di fusa cominciasti a rovesciarticisi sopra.. a coccolarti tra quelle palline, impregnate di un odore che solo tu sentivi.. e che sono certa solo tu hai riconosciuto. Non hai dimenticato mai mio padre. Ora che la tua agonia è finita, mi pare impossibile che non sentirò più quei dolci scricchiolii sul pavimento di notte.. che non sentirò più i tuoi miagolii per richiedere cibo.. che non sentirò più quel dolce ronfare che mi faceva compagnia mentre stavo al computer. Non voglio dimenticarti, perchè purtroppo è mia abitudine non pensare più a chi mi ha lasciato. Il dolore è troppo forte, e se razionalizzassi tutte le mie perdite potrei non riuscire più a risollevarmi. Ma prima che tutto si offuschi, voglio ricordarti per com'eri sempre stata, non con l'espressione di panico nel muso quando te ne sei andata. Il tuo manto nero che brillava al sole, il tuo muso sempre un po' imbronciato, ma che faceva spazio ad un sorriso quando ti coccolavo. A quando ti prendevo in braccio e ti baciavo ripetutamente la testolina, o ci guardavamo allo specchio.. che strana eri con i colori al contrario! Oppure quando ti sussurravo le parole dolci alle orecchiette, che aumentavi le fusa di volume ogni volta che ti facevo complimenti con gli assoluti o i diminutivi.. sei bellissima, ti dicevo.. tesorina mia, principessa.. la mia patatina piccola..
Ricordo ancora con gioia le prime volte che stavamo insieme, quando ancora tu vivevi in giardino da sola, ed io passavo le giornate insiema te a giocare, al freddo. Ricordo che ti chiamavo o semplicemente di guardavo, e tu correvi subito da me. Anche in casa non hai mai perso quest'abitudine. Ti chiamavo o ti guardavo con occhio complice, e tu correvi zampettando, facendo un sommesso "mrau?".. della serie "che si combina?". Ricordo quando mi svegliavo nella notte, quando dovevo già essere a dormire.. e tu mi scoprivi sempre e cominciavi a seguirmi per la casa... eravamo due bimbe che giocavano in piena notte. Ricordo anche la prima volta che mi sentisti piangere.. stavi dormendo, e sei arrivata di corsa a cercarmi. Ti sei avvicinata a me con espressione interrogativa e preoccupata.. e per avvicinarti a me sei salita su due zampe sul mobile della cucina, tenendoti su sulle zampine posteriori. Ricordo che quando tornavo a casa trovavo te e Romeo sulla porta a salutarmi. Ricordo che, quand'eri più giovane, giocavi coi nostri piedi di notte facendoci prendere sempre un colpo. Ricordo i nostri giochi con la pallina rimpalzina, i nostri saluti "muso-muso", i massaggini che ti facevo sulla pancia morbidissima, le tue fusa... ricordo anche i saluti che davi a Romeo e quando giocavi coi suoi peli delle zampe e della coda.. quando giocavate nella notte a rincorrervi a vicenda.. e ricordo che stavo in paradiso quando, prima di addormentarmi, sentivo il ronfare di Romeo accanto al letto e le tue fusa, mentre dormivi sui miei piedi. Che momenti impagabili. Io non lo so dove sei, non lo so se ci rivedremo. Spero di si, perchè ho troppe cose da farmi perdonare. Soprattutto perchè non ho capito quand'era il momento di dirti addio.. perdonami, mia dolce anima felina. Non ricordo più un mondo senza te.. dovrò cercare di reinventarmelo, perchè non lo conosco. Ti adoro piccola mia. Non dimenticarti mai di me.
Pensieri scritti da aleti alle 16:18 |
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